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Geomorfologia dell'Area

Il territorio del comune di Licodia Eubea si estende alle propaggini Nord-Occidentali dei Monti Iblei, occupando circa 1200 ettari.
Esso confina con il territorio della provincia di Siracusa e con quello dei comuni di Vizzini, Grammichele, Caltagirone e Mazzarrone.
La morfologia dell'area è notevolmente influenzata dalla litologia dei terreni affioranti: infatti, dove prevalgono i litotipi più resistenti all'erosione (Gessi e Calcare) si ha una morfologia aspra e accidentata mentre, in altre zone, la presenza di sedimenti facilmente erodibili (Argille) ha permesso l'instaurarsi di una morfologia più blanda.

 

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Cava dei Volaci (foto Boi E.)                                                   Fiume Amerillo (foto Boi E.)

I corsi d'acqua, nel loro fluire sul territorio, incidono le valli con forme variegate. Infatti, dove questi attraversano terreni più erodibili, con il depositarsi delle Alluvioni si hanno morfologie piatte con valli molto aperte, mentre, quando attraversano zone dove affiorano rocce più resistenti, essi formano valli strette e incassate, a sviluppo tortuoso, contribuendo a rendere la morfologia più aspra.  Ne è esempio la valle del Fiume Amerillo, degna di menzione anche per la rigogliosa vegetazione ripale (costituita da pioppi, tamerici, ecc.) e per la presenza, nell'ambito del suo bacino, di luoghi come la Grotta dei Santi (importante sito cristiano di epoca bizantina).

 

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La "Grotta dei Santi" (foto Boi E.)                              Grotta dei Santi": affreschi ( foto Boi E.)

 

L'Amerillo, unendosi al fiume Vizzini nelle gole del Paratore e Palaunisi, dà vita al Fiume Dirillo, che superate le strettoie delle gole stesse, confluisce nelle acque dell'invaso omonimo.
Anche il Vallone Salito è un esempio dell'instancabile lavorio delle acque che, nel tempo, hanno formato stretti passaggi nelle rocce (Gessi).

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La Dirillo (foto Boi E.)                                                            Vallone Saito(foto Boi E.)

Il territorio del comune si estende al margine del settore occidentale del Plateau Ibleo.
Il Plateau Ibleo era sommerso e sede di deposizione di sedimenti marini sino al Tortoniano superiore (circa 9 Ma.) periodo dal quale, a causa di imponenti spinte tettoniche, è stato oggetto di un sollevamento che ha portato all'emersione gran parte di esso, ad esclusione del settore Nord-Occidentale del Plateau Ibleo, denominato Avampaese Esterno, che rimase sommerso sino al Pliocene-Pleistocene (circa da 3 Ma. fino a circa 800.000 anni fa), quando fu interessato da spinte che causarono l'emersione, non contemporanea, di ogni sua porzione. Proprio in questo settore (Avampaese Esterno) ricade il vasto territorio del comune di Licodia Eubea.
I sedimenti più antichi e profondi della successione stratigrafica affiorano nei monti del bacino del Fiume Amerillo, in quelli incassanti il lago Dirillo e il fiume omonimo a monte di questo, estendendosi a Nord fin quasi all'abitato di Licodia Eubea e in parte del bacino del Fiume Vizzini.
Essi sono la Formazione Amerillo, del Cretaceo Sup.-Eocene (da circa 80 M.a. a 40 M.a.), e la Formazione Ragusa, dell'Oligocene-Miocene Inf. (40 M.a.-15M.a.).

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Fianchi della Valle del Dirillo(foto Boi E.)                        Cava nel Vallone del fiume Vizzini (foto Boi E.)

Queste formazioni sono costituite da calcari con noduli di selce e calcari stratificati (si segnala la presenza di fossili di Ammoniti) con un grado di resistenza all'erosione tale da far assumere alla morfologia un aspetto più aspro rispetto alla rimanente parte del territorio.
I sedimenti più recenti affioranti sono le Marne Grigio-Azzurre del Tortoniano (Formazione Tellaro, 15M.a.-8M.a.), cui seguono il Tripoli e la Serie Gessoso-Solfifera (con il Calcare di Base e i Gessi) di età Messiniana (8M.a.-5M.a.), deposti in condizioni di ambiente evaporitico instauratesi in quel periodo nel paleo-bacino del Mediterraneo .
La formazione che segue, quella dei Trubi, indica un cambiamento delle condizioni ambientali, con la ripresa della sedimentazione di mare aperto nel Pliocene Inf. (5 Ma.-4Ma.).
Nel  Pliocene Med. (circa 4 Ma.-3 Ma.) si depositarono  le Marne grigio-azzurre. Contemporaneamente alla deposizione di queste due formazioni per quasi tutto il Pliocene (da 5 Ma. fino a circa 3 Ma.), nelle profondità marine, avveniva un'attività vulcanica che ha lasciato testimonianza nei prodotti vulcanici intercalati, quali le vulcanoclastiti, le lave e le brecce a pillows (colate laviche subacquee).
Una ulteriore fase vulcanica sottomarina molto intensa segna la fine della deposizione delle Marne grigio-azzurre ed il prevalere dei prodotti vulcanici (affioramenti nei pressi dell'abitato di Licodia Eubea ed a Sarpellizza), al di sopra dei quali, finita l'attività effusiva,  si depositano, durante il Pliocene Sup. (circa 3 Ma.-2 Ma.), le Calcareniti di Licodia Eubea, sedimenti ricchi di fossili di bivalvi che indicano un ambiente di acque basse.
Quest'ultima formazione è costituita da rocce con scarso grado di consistenza, particolarmente adatte ad essere lavorate e per questo spesso sede di necropoli sicule e greche, come quelle che ricadono nel territorio di Licodia Eubea (Colle del Castello, Necropoli Vigna della Signora, Sarpellizza, ecc.).


 
Bibliografia:
F. Lentini, M. Grasso, S. Carbone, Introduzione alla geologia della Sicilia e guida all'escursione, Università degli Studi di Catania.
F. Lentini, Carta geologica della Sicilia sud-orientale, Università di Catania.